venerdì 16 ottobre 2015

La cessione del quinto dello stipendio o della pensione


Che cos'è e come funziona la cessione del quinto dello stipendio o della pensione: guarda il video qui sotto.


Spieghiamo come funziona.

 Perché in Italia un fido o un prestito personale non si ottiene, e invece una cessione del quinto dello stipendio o della pensione sì?

 Un fido o un prestito personale in Italia sono soggetti ad un preciso esame sul cosiddetto merito creditizio del richiedente: occorre dimostrare di avere un reddito astrattamente idoneo, un indebitamento non eccessivo, si va a valutare se si paga affitto o se si è in proprietà, se abbiamo sempre onorato con precisione tutte le nostre scadenze…con il rischio di incappare in oscure segnalazioni, magari inesatte, obsolete o illegittime…ma che comunque sono in grado di bloccare il processo di delibera di un finanziamento, anche il più modesto…

 Cedere un proprio credito certo ed esigibile è invece un nostro diritto: un pensionato possiede un credito certo nei confronti del proprio ente previdenziale, corrispondente alla pensione mensile che gli viene erogata; un dipendente della Pubblica Amministrazione, un Carabiniere, un finanziere, un dipendente della Polizia di Stato possiede un credito certo nei confronti dello Stato, corrispondente allo stipendio mensile di competenza.

 Il meccanismo è proprio quello della cessione del credito: il titolare di una pensione o di uno stipendio cede ad una banca una piccola quota del proprio emolumento mensile, che non può superare il quinto dello stesso emolumento. E’ sufficiente che la banca notifichi, nelle forme di legge, all’ente pensionistico o all’amministrazione da cui dipende il cedente, che quest’ultimo le ha ceduto una quota della sua pensione o del suo salario o stipendio. Dopo che la cessione risulta validamente notificata, la banca erogherà al cedente il netto ricavo, corrispondente all’importo di tutte le quote cedute, diminuito degli interessi bancari, fissi per tutta la durata del prestito e degli altri costi accessori. Per contro ogni mese l’ente pensionistico o l’amministrazione da cui dipende il lavoratore provvederà ad operare una trattenuta sulla pensione o sulla busta paga corrispondente alla quota mensile ceduta, a favore della banca cessionaria e fino all’estinzione del debito nei confronti di quest’ultima.

 I vantaggi sono molteplici:

Con essi anche in Italia si possono effettuare finanziamenti dietro cessione del quinto di lunghissima durata, anche fino a 10 anni, senza fornire alcuna altra garanzia che il quinto del proprio stipendio o la propria pensione
 I rischi per la banca sono pressoché nulli perché i rischi sono la morte del cedente, totalmente azzerato da un’apposita polizza vita, e nel caso dei dipendenti, la perdita dell’impiego, anche questo rischio totalmente coperto da apposita polizza rischio impiego.
 Si possono ottenere somme anche più elevate che non con un normale prestito personale.
 L’eventuale presenza di pregiudizievoli quali protesti, esecuzioni, finanziamenti con altre forme e perfino pignoramenti sono del tutto indifferenti e non interferiscono neppure minimamente rispetto alla ottenibilità di un prestito contro cessione del quinto di stipendio o pensione.
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Parola di Ruggero Nangeroni

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